Porettamé: differenze tra le versioni

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Italiano: '''Povero me''', '''accidenti''', usato in situazioni di disagio o angoscia.
 
Es.
* "[[Porettamé]] quil che me dici!" (''"Accidenti, cosa mi hai appena raccontato..."'')
 
 
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Italiano: '''persona trasandata, sciatta''', rimandando ad un riferimento quasi mitologico di persona mai esistita ma di sembianze sciatte.
 
Es. "Me par [[porettamé]]" (non letterale: ''"Poverino, è ridotto malissimo"'')
 
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Composto da ''poretto'' (povero) + ''a'' + ''me'': con significato di "povero me".
 
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Versione attuale delle 11:59, 23 giu 2022

   Interiezioni


Italiano: Povero me, accidenti, usato in situazioni di disagio o angoscia.

Es.

  • "Porettamé quil che me dici!" ("Accidenti, cosa mi hai appena raccontato...")


   Sostantivi


Forme singolare plurale
maschile porettamé -
femminile - -

Italiano: persona trasandata, sciatta, rimandando ad un riferimento quasi mitologico di persona mai esistita ma di sembianze sciatte.

Es. "Me par porettamé" (non letterale: "Poverino, è ridotto malissimo")

Sillabazione

[po-ret-ta-mé]

Pronuncia [AFI]

/porettaˈme/

Etimologia

Composto da poretto (povero) + a + me: con significato di "povero me".

Voci correlate

calzone, camigia, capello, capotto, gravatta, sinale, sottena, scollèta, pagne